La Cardiologia del San Francesco avvia il follow-up dello screening
La Cardiologia dell’Ospedale San Francesco di Nuoro, che ha curato gli eventi di screening cardiologico svolti nei mesi di febbraio e marzo 2026, ha inviato una comunicazione email a tutti i partecipanti per avviare la fase successiva del progetto.
NUORO, 31 MAGGIO 2026 – La Direzione della Cardiologia dell’Ospedale San Francesco di Nuoro, che ha curato gli eventi di screening cardiologico svolti nei mesi di febbraio e marzo 2026, ha inviato una comunicazione email a tutti i partecipanti per avviare la fase successiva del progetto.
Dopo la prima valutazione, lo screening entra ora nella sua parte più importante: verificare nel tempo se il counseling personalizzato ricevuto abbia prodotto effetti concreti sui principali fattori di rischio cardiovascolare.
Durante gli incontri erano stati rilevati diversi parametri clinici e comportamentali, tra cui peso, circonferenza vita, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, attività fisica, qualità del sonno, abitudine al fumo, consumo di alcol e caffè, oltre a parametri ematochimici come colesterolo, trigliceridi, glicemia e funzione renale, se disponibili.
Oggi questi dati devono essere aggiornati. Non si tratta di una semplice raccolta di numeri, ma di un passaggio decisivo: capire insieme se il percorso iniziato alcuni mesi fa ha prodotto un cambiamento reale e misurabile.
Ai partecipanti viene quindi chiesto di inviare i propri dati aggiornati all’indirizzo:
[email protected]
Particolare attenzione viene posta alla corretta misurazione della pressione arteriosa, che dovrebbe essere rilevata in condizioni di riposo, da seduti, dopo almeno cinque minuti, possibilmente in almeno tre giorni separati, indicando la media dei valori ottenuti.
Gli esami ematochimici potranno essere effettuati tramite il proprio medico curante, presso un laboratorio di fiducia oppure, per alcuni parametri come assetto lipidico e glicemia, anche presso farmacie abilitate.
Una volta raccolte le informazioni, la Cardiologia valuterà l’evoluzione dei parametri e fornirà ai partecipanti un riscontro sui progressi ottenuti e sull’eventuale modifica del profilo di rischio cardiovascolare rispetto alla valutazione iniziale.
«Il significato del progetto – spiega Mauro Pisano, Direttore della Cardiologia nuorese – va però oltre il singolo controllo. Questo percorso rappresenta un possibile modello organizzativo innovativo: se produrrà i risultati attesi, potrà essere riprodotto stabilmente, e su scala più ampia, creando un sistema di prevenzione cardiovascolare strutturato, continuativo e realmente orientato alla presa in carico globale della persona».
L’obiettivo è superare la logica della prestazione isolata e costruire invece un percorso in cui il cittadino non venga semplicemente valutato una volta, ma accompagnato nel tempo, con dati aggiornati, obiettivi misurabili e interventi personalizzati su pressione, peso, metabolismo, attività fisica, sonno e stili di vita.
In questa prospettiva, la prevenzione diventa anche uno strumento concreto di appropriatezza sanitaria. «Intercettare precocemente i fattori di rischio – conferma il Direttore Generale dell’ASL 3 di Nuoro, Francesco Trotta -, correggerli prima che producano malattia e seguire i cittadini in modo ordinato significa ridurre accessi impropri, visite ripetitive non realmente necessarie e richieste specialistiche che potrebbero essere evitate con un percorso più intelligente e condiviso».
È questo il senso dell’abbattimento consensuale delle liste d’attesa: non una semplice riduzione numerica delle prenotazioni, ma una riorganizzazione del bisogno, costruita insieme ai cittadini, in cui chi necessita davvero di una valutazione specialistica viene intercettato prima e meglio, mentre chi può essere seguito con counseling, monitoraggio e correzione dei fattori di rischio viene inserito in un percorso appropriato, sicuro e sostenibile.
Lo screening, quindi, non è solo una fotografia iniziale dello stato di salute. Può diventare il primo passo di una nuova modalità di prevenzione cardiovascolare: più vicina ai cittadini, più misurabile, più responsabile e più utile per l’intero sistema sanitario.
La collaborazione dei partecipanti sarà fondamentale. Ogni dato inviato contribuirà non solo alla valutazione individuale, ma anche alla costruzione di un modello più moderno di medicina preventiva, capace di trasformare un evento di screening in una presa in carico strutturata, continuativa e replicabile.
Ultima modifica
31 Maggio, 2026