Cardiologie Aperte 2026. Cento cittadini visitati gratuitamente
Nuovo appuntamento venerdì 6 marzo con prevenzione proattiva, presa in carico immediata e monitoraggio nel tempo.
NUORO, 16 FEBBRAIO 2026 – Cento cittadini tra i 40 e i 70 anni, valutati con un modello innovativo che supera il concetto tradizionale di screening occasionale per trasformarlo in presa in carico proattiva e alleanza terapeutica strutturata. Una conferma della grande utilità dell’evento “Cardiologie Aperte”, promossa dalla Cardiologia della ASL di Nuoro, diretta da Mauro Pisano, nell’ambito delle attività di prevenzione cardiovascolare e promozione della salute e svoltasi sabato 14 nella Piastra Ambulatoriale dell’Ospedale San Francesco di Nuoro. Un successo al quale hanno fortemente contribuito i medici cardiologi coinvolti – Antonella Fronteddu Andrea Chiaberge, Mattia Marteddu, Luca Pascalis e Roberto Saiu – con l’apporto fondamentale dell’equipe infermieristica.
Non solo controlli, insomma, ma consapevolezza e azione immediata, dato che i partecipanti sono stati sottoposti a:
• ECG per il controllo del ritmo cardiaco
• Valutazione dell’assetto lipidico con referto immediato
• Controllo glicemia
• Colloquio clinico personalizzato orientato al rischio cardiovascolare individuale
«L’approccio adottato – spiega Mauro Pisano, Direttore della Cardiologia-UTIC e del Dipartimento Area Medica – non si è limitato alla misurazione dei parametri, ma ha previsto una restituzione immediata dei risultati e counseling mirato su stile di vita, alimentazione, attività fisica e gestione dei fattori di rischio. Inoltre, quando indicato, sono state effettuate prescrizioni ex novo e ottimizzazioni terapeutiche, secondo le linee guida e il profilo di rischio del singolo paziente».
La fotografia iniziale: una “istantanea” su soggetti teoricamente sani
I dati raccolti rappresentano una fotografia preliminare su circa 100 soggetti che non si consideravano malati, ma che presentano fattori di rischio modificabili non percepiti o trattati in modo non soddisfacente.
• 15% fumatori attivi
• 15% sovrappeso/obesità
• 10% ipertensione non adeguatamente ottimizzata
• 20% LDL elevate rispetto al rischio individuale
• Oltre 30% attività fisica insufficiente
• 5% consumo moderatamente eccessivo di alcol
• 5% glicemie dubbie/sospette (random, non a digiuno) da rivalutare
• 15% qualità del sonno non ottimale
• Meno del 5% sospetto OSAS (sindrome delle apnee ostruttive nel sonno)
Sono emerse, inoltre, situazioni cliniche di rilievo:
• indicazione al posizionamento di loop recorder (o registratore di eventi) per sospetta fibrillazione atriale parossistica;
• un caso di angina a bassa soglia sottostimata, già preso in carico con programmazione di coronarografia nei giorni successivi.
«Questo – aggiunge Pisano – conferma che la prevenzione, se strutturata, può intercettare precocemente condizioni potenzialmente evolutive».
Prossima tappa: 6 marzo
L’iniziativa sarà replicata il 6 marzo, con l’obiettivo di valutare circa 150 soggetti nella fascia 40–70 anni, ampliando la base osservazionale e consolidando il modello operativo.
Tutti i partecipanti saranno ricontattati entro 2 mesi dal primo contatto per verificare quanto il counseling abbia inciso su:
• modifica dello stile di vita
• riduzione dei fattori di rischio tradizionali
• miglioramento dei parametri clinici
Il rischio cardiovascolare individuale sarà, quindi, ristimato, con l’obiettivo di valutare il trend di riduzione del rischio nel tempo. Se tale trend risulterà positivo, si avrà una dimostrazione concreta della validità e scalabilità del progetto nella popolazione generale.
Un progetto inserito in uno studio più ampio
I dati raccolti non resteranno isolati: saranno integrati in uno studio strutturato di prevenzione cardiovascolare su scala territoriale, che prevede oltre 500 valutazioni mensili nel territorio del Nuorese. Il progetto sarà accompagnato da indicatori chiari e misurabili per valutare:
1. riduzione del rischio stimato nel tempo
2. tasso di ottimizzazione terapeutica
3. miglioramento dei parametri metabolici
4. aderenza alle raccomandazioni sullo stile di vita
5. eventuale riduzione di accessi e ricoveri nel medio periodo
Questo permetterà di trasformare la prevenzione da iniziativa episodica a processo strutturato, monitorabile e valutabile con criteri oggettivi.
A sottolineare l’importanza di un’iniziativa che abbraccia servizi ospedalieri e territoriali è il Direttore Generale dell’ASL 3, Francesco Trotta. «La prevenzione cardiovascolare è una delle priorità della sanità pubblica, e iniziative come “Cardiologie Aperte” consentono di avvicinare i cittadini ai servizi sanitari, intercettare precocemente i fattori di rischio e promuovere una cultura della salute basata sulla consapevolezza e sulla prevenzione, in un’ottica in cui la rete cardiologica ospedale-territorio integra le strutture ospedaliere (UTIC, reparti di cardiologia) con i medici di base, specialisti ambulatoriali e servizi di emergenza (118) per garantire la continuità delle cure, ridurre le liste d’attesa e ottimizzare i percorsi per patologie croniche o acute».
Prevenzione come strategia di sistema
In un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione, non è sostenibile affrontare la crescita delle patologie croniche aumentando esclusivamente posti letto e ricoveri. È necessario un nuovo paradigma assistenziale, fondato su:
• presa in carico precoce
• responsabilizzazione del cittadino
• misurazione continua degli esiti
• integrazione tra territorio e ospedale
“Cardiologie Aperte” rappresenta un tassello di questa strategia più ampia: una sanità che non attende l’evento acuto, ma agisce prima, misurando i risultati e correggendo il percorso. «Non possiamo continuare a inseguire la malattia quando è già conclamata – conclude Mauro Pisano -, ma dobbiamo governare la domanda di sanità pubblica prima che diventi emergenza. Questo significa intercettare il rischio, misurarlo, correggerlo e accompagnare le persone in un percorso di consapevolezza. Se riusciremo a dimostrare che la riduzione del rischio è reale e misurabile, avremo aperto una nuova fase nell’organizzazione della sanità pubblica: una fase in cui prevenzione, territorio e dati guidano le scelte, non l’urgenza».
Ultima modifica
16 Febbraio, 2026