Screening cardiovascolare. Prevenire prima dell’evento.
Dal progetto della Cardiologia – UTIC del San Francesco, diretta da Mauro Pisano, una prospettiva di prevenzione territoriale: valutate 254 persone apparentemente sane.
NUORO, 24 settembre 2026 – Intervenire prima che si verifichi un evento cardiovascolare acuto, quando la persona è ancora apparentemente sana e i fattori di rischio possono essere corretti. È questo il principio alla base del progetto di screening coordinato dalla Struttura Complessa di Cardiologia-UTIC dell’Ospedale San Francesco di Nuoro, diretta dal dottor Mauro Pisano.
L’iniziativa ha permesso non solo di raccogliere dati clinici, ma anche di sperimentare un approccio alla prevenzione semplice, rapido e misurabile. I risultati delineano la prospettiva di un modello territoriale sostenibile, basato sull’identificazione precoce del rischio, sul counseling, sull’eventuale trattamento e su controlli mirati nel tempo.
I dati dello screening
Lo studio ha coinvolto 254 persone apparentemente sane. La valutazione iniziale ha evidenziato una presenza significativa di fattori di rischio cardiovascolare modificabili, anche in assenza di sintomi:
• Glicemia random superiore a 100 mg/dL: 60,4%, pari a 122 dei 202 partecipanti con dato disponi-bile. Il valore ha carattere descrittivo e non costituisce una diagnosi di diabete o prediabete.
• Sovrappeso o obesità, con indice di massa corporea pari o superiore a 25: 49,7%.
• Colesterolo LDL superiore a 120 mg/dL: 37,1%.
• Sedentarietà, definita come meno di 5.000 passi al giorno: 30,5%.
• Durata del sonno pari o inferiore a cinque ore per notte: 25,8%.
• Pressione arteriosa sistolica pari o superiore a 140 mmHg: 20,6%.
• Abitudine al fumo: 17,6%.
I dati mostrano quanto i fattori di rischio modificabili siano diffusi anche tra persone che non si considerano malate e confermano l’importanza di intercettarli precocemente.
I risultati del follow-up
I controlli effettuati nel tempo sui partecipanti con valori iniziali fuori target e con follow-up disponibile hanno evidenziato risultati favorevoli:
• Nei soggetti con colesterolo LDL iniziale superiore a 120 mg/dL, la riduzione media è stata di circa 39 mg/dL. Quasi due partecipanti su tre hanno raggiunto un valore pari o inferiore a 100 mg/dL.
• Tra le persone con pressione sistolica iniziale pari o superiore a 140 mmHg, quasi nove su dieci hanno registrato al controllo valori inferiori a 140 mmHg.
• Segnali positivi sono emersi anche nella gestione del peso corporeo, nell’attività fisica e, tra coloro che dormivano poco, nella durata del sonno.
I risultati devono essere interpretati tenendo conto della natura osservazionale dello studio, dell’assenza di un gruppo di controllo e della disponibilità non completa dei dati di follow-up. Non dimostrano che un singolo screening possa prevenire da solo un infarto o un ictus, ma indicano che riconoscere precocemente il rischio, comunicarlo in modo comprensibile e accompagnarlo con interventi proporzionati può contribuire a modificarne la traiettoria.
Le dichiarazioni
Il dottor Mauro Pisano, Direttore della S.C. Cardiologia-UTIC dell’Ospedale San Francesco di Nuoro, dichiara:
«Negli ultimi anni la medicina ha compiuto enormi passi avanti nel trattamento dell’evento cardiovascolare acuto: oggi un infarto può essere diagnosticato e trattato in tempi molto rapidi. La sfida è spostare l’attenzione ancora più a monte. I risultati dello screening mostrano che, quando il rischio viene riconosciuto precocemente, spiegato con chiarezza e seguito da un’azione proporzionata, è possibile iniziare a modificare la traiettoria di salute prima che la persona diventi un paziente. Non parliamo di percorsi specialistici complessi per tutti, ma di counseling mirato, correzione degli stili di vita, terapia quando indicata e follow-up leggero, anche a distanza. Il progetto prosegue: continueremo ad alimentare il database, lavoreremo alla pubblicazione scientifica dei risultati e avvieremo una fase prospettica per valutarne con maggiore rigore efficacia, sostenibilità e replicabilità. Uno degli elementi di maggiore forza del progetto è la sua sostenibilità e la possibilità di essere replicato anche su scala territoriale. Parliamo infatti di un intervento molto semplice: circa dieci minuti di counseling, preceduti dalla rilevazione di alcuni parametri essenziali, con ECG e valutazione della glicemia e dell’assetto lipidico attraverso una singola goccia di sangue prelevata pochi minuti prima del colloquio. In un tempo molto contenuto è quindi possibile restituire alla persona una fotografia immediata del proprio rischio e, soprattutto, indicazioni concrete su cosa modificare e su quali obiettivi raggiungere».
La dottoressa Antonella Calvisi, Direttrice Sanitaria dell’ASL 3 di Nuoro, sottolinea:
«La prevenzione diventa realmente efficace quando riesce a tradurre i dati clinici in percorsi semplici, accessibili e continuativi. Questa esperienza dimostra l’importanza di una presa in carico costruita intorno alla persona: dalla rilevazione precoce dei fattori di rischio alle indicazioni sugli stili di vita, fino al controllo nel tempo e all’eventuale accesso agli approfondimenti specialistici. Il valore del progetto risiede anche nell’integrazione tra ospedale e territorio, indispensabile per assicurare continuità assistenziale e raggiungere i cittadini prima che si manifesti la malattia. L’obiettivo è consolidare un modello appropriato e replicabile, capace di promuovere la salute, ridurre le differenze nell’accesso alla prevenzione e orientare le risorse verso chi presenta i bisogni clinici maggiori».
Il dottor Francesco Trotta, Direttore Generale dell’ASL 3 di Nuoro, aggiunge:
«Questo studio, condotto in un contesto assistenziale reale, traccia una strada importante per il futuro della sanità nel nostro territorio. Trasformare uno screening episodico in un sistema strutturato di prevenzione ci consentirebbe di portare l’intervento sanitario sempre più vicino ai cittadini e di ridurre le disuguaglianze di accesso nei diversi distretti. Esiste inoltre un rilevante valore di sostenibilità: non tutte le persone apparentemente sane necessitano di percorsi specialistici complessi; molte hanno soprattutto bisogno di conoscere i propri parametri, comprendere quali obiettivi raggiungere, sapere quando effettuare un nuovo controllo e avere un punto di riferimento. In questo modo le risorse specialistiche possono essere concentrate sui casi a maggiore rischio e complessità. Ringrazio i cittadini che hanno aderito e tutta l’équipe della Cardiologia del San Francesco. La loro partecipazione ha trasformato lo screening nel primo passo verso un modello nel quale la prevenzione cardiovascolare non comincia in ospedale con l’arrivo di un infarto, ma molto prima, quando abbiamo ancora la possibilità di evitarlo».
Le prospettive
Il progetto non si conclude con questa prima analisi. Il database continuerà a essere alimentato con nuovi inserimenti e ulteriori valutazioni. È prevista una pubblicazione scientifica dei risultati e una successiva fase prospettica, finalizzata a verificare con maggiore rigore l’efficacia, la sostenibilità e la replicabilità del modello.
La prospettiva è sviluppare progressivamente un sistema territoriale di prevenzione cardiovascolare applicabile nei diversi distretti dell’ASL 3 di Nuoro e capace, nel tempo, di costruire una fotografia epidemiologica locale sempre più accurata. Uno strumento utile per orientare meglio le risorse, ridurre le differenze di accesso alla prevenzione e avvicinare gli interventi sanitari ai cittadini.
Ultima modifica
24 Settembre, 2026